mercoledì 10 aprile 2024

Biografia di Giovan Battista Gaulli - Baciccia

  Giovan Battista Gaulli - Baciccia


Giovanni Battista Gaulli, pittore Italiano del periodo fra il Barocco e il Rococò, conosciuto come Baciccio o Baciccia è nato a Genova il 10 maggio 1639.

Il soprannome Baciccia deriva dalla contrazione di Giovanni Battista che, nel dialetto genovese, diventa "Baciccia". Insieme a Pietro da Cortona che lo precedette e ad Andrea Pozzo che fu suo contemporaneo, Giovan Battista Gaulli, fu il più grande interprete della spettacolare decorazione barocca.

Si formò nella bottega dei Borzone, rimanendo influenzato dalle opere di Rubens e Van Dyck. Nel 1657, dopo aver perso la sua famiglia a causa della peste, si trasferì a Roma dove divenne membro dell’Accademia di San Luca. 
A partire dal 1664 entrò nell’orbita di Bernini, con il quale l’amicizia e la collaborazione si interruppe solo alla morte di Gian Lorenzo nel 1680. Fu grazie a questo legame che Gaulli affrescò i pennacchi della cupola di Sant’Agnese in Agone, lavorò in Sant’Andrea al Quirinale e San Francesco a Ripa, e ottenne le committenze per la chiesa del Gesù, dove decorò il presbiterio, la cappella di sant’Ignazio, ma soprattutto il suo capolavoro assoluto nella volta raffigurante il Trionfo del Nome di Gesù (1674-79). Dopo essere tornato da un breve soggiorno a Genova, nel 1707 si occupò di un’altra grande volta chiesastica, quella per i SS. Apostoli con il Trionfo dell’ordine francescano.

Si affermò anche come ritrattista, arrivando a realizzare persino i ritratti dei pontefici Clemente IX e Clemente X. Il Baciccia, Giovanni Battista Gaulli, morì a Roma in una data fra 26 marzo e il 2 Aprile 1709.


Cristo e la Samaritana - Baciccia - Galleria Spada

 Cristo e la Samaritana

Giovan Battista Gaulli - Baciccia

Galleria Spada


Cristo e la Samaritana è un dipinto di Giovan Battista Gaulli detto i Baciccia, olio su tela di dimensioni 73,8 cm x 60 cm conservato presso la Galleria Spada a Roma. Il dipinto manifesta un ricco colorismo, reso con pastose pennellate e modulate da calcolati passaggi di chiaroscuro, in omaggio al Poussin e alla tradizione marattesca. 
Il tema è stato ripreso da molti altri artisti tra cui Annibale Carracci, il Guercino, Artemisia Gentileschi. 

Secondo il racconto evangelico Gesù lasciò Gerusalemme per recarsi in Galilea. Viaggiando attraverso la Samaria arrivò a un pozzo. Era stanco e si fermò a riposare al pozzo. Una donna samaritana venne al pozzo per attingere acqua. Gesù le disse: «Dammi da bere». La donna rimase sorpresa alla richiesta di Gesù perché di solito i giudei non parlavano con i samaritani. Gesù disse alla donna che Egli poteva darle un tipo di acqua che non le avrebbe fatto mai più avere sete. Spiegò che era il Salvatore. L’acqua che poteva darle era «l’acqua viva» di vita eterna. La donna andò in città e parlò alla gente di Gesù. La gente andò al pozzo per ascoltare Gesù e molti credettero alle Sue parole.



lunedì 8 aprile 2024

Pennacchi - Giovan Battista Gaulli (detto il Baciccia) - Chiesa di sant'Agnese in Agone

 Pennacchi della Cupola

Giovan Battista Gaulli (detto il Baciccia)

Chiesa di Sant'Agnese in Agone


 Il Gaulli entrò presto nell'entourage di Gian Lorenzo Bernini, di cui divenne uno dei più dotati collaboratori, grazie anche ad una buona affinità temperamentale e di gusti. Fu infatti Bernini a raccomandarlo per decorare i pennacchi della cupola di Sant'Agnese in Agone (dal cui cantiere Borromini era appena stato estromesso). 

I pennacchi, dipinti fra il 1667 e il 1671 dal Baciccia, sono dedicati alle virtù cardinali. Giustizia e Pace, Prudenza e Provvidenza, Temperanza e Castità e Fede e Carità.


mercoledì 3 aprile 2024

Trionfo dell'Ordine Francescano - Giovan Battista Gaulli - Baciccia - Basilica dei Santi XII Apostoli

 Trionfo dell'Ordine Francescano

Giovan Battista Gaulli - Baciccia

Basilica dei Santi XII Apostoli


La decorazione della volta della Basilica dei Santi XII Apostoli con l’affresco raffigurante il Trionfo dell’Ordine Francescano viene commissionato nel 1707 dal Cardinale Giorgio Cornaro, titolare della Basilica, al pittore genovese Giovan Battista Gaulli detto il Baciccia, il quale, nonostante l’età avanzata, porta a termine il lavoro in soli due mesi, grazie anche all’aiuto dei suoi stretti collaboratori.

L’opera, altamente scenografica e illusionistica, riprende lo schema compositivo del “Trionfo del nome di Gesù” realizzato tra il 1674 e il 1679 dal suindicato pittore per la Chiesa del Gesù, ed esprime appieno i canoni della pittura barocca.

  Nell’affresco, il Trionfo dell’Ordine Francescano, viene raffigurato in alto il Cristo risorto, circondato da una intensa luce dorata con accanto la croce trasportata dagli angeli; in basso sono raffigurati, sospesi sulle nuvole, i principali santi dell’ordine francescano, in particolare, sul lato sinistro si trova San Giacomo minore con accanto San Francesco; sul lato destro sono raffigurati San Filippo e Sant’Antonio da Padova; più in basso è raffigurato San Ludovico di Tolosa, San Bonaventura, San Giovanni da Capestrano, San Bernardino da Siena, Santa Chiara e Santa Elisabetta d’Ungheria.

Trionfo del Nome di Gesù - Giovan Battista Gaulli - Baciccia - Chiesa del Gesù

  Trionfo del Nome di Gesù

Giovan Battista Gaulli - Baciccia

Chiesa del Gesù


Il Trionfo del nome di Gesù è un affresco realizzato tra il 1661 e il 1679 da Giovan Battista Gaulli per decorare la volta della navata della Chiesa del Gesù a Roma. Oltre alla pittura, sono riconoscibili decorazioni in stucco che oltrepassano il confine delineato dalla cornice dell'affresco.

Giovanni Battista Gaulli deve parte del successo dell'affresco a Gian Lorenzo Bernini. Molti artisti erano stati presi in considerazione per la decorazione della navata, ma Giovanni Paolo OlivaPreposito Generale dell'ordine, si affidò proprio al parere del Bernini per affidare l'incarico al Baciccio. Bernini, per di più, non solo fece designare il Gaulli per la commissione, ma ispirò anche alcune delle raffigurazioni.

L'affresco può essere diviso in tre parti. Ci sono innanzitutto la luce celeste e le iniziali di Cristo al centro; poi l'arco di nuvole che separa i beati dai dannati; infine le figure dei dannati che fuoriescono dalla scena.
I beati che riposano sulle nuvole lasciano pendere il gomito sulla cornice, dando l'impressione che non siano ascesi nella gloria celeste e che siano ancora nella chiesa. 

Presentano tutti delle fattezze umane, donando speranza ai fedeli, che in questo modo non vedevano la salvezza come qualcosa di impossibile e innaturale. I dannati contrastano grandemente con il loro aspetto corrotto: tra di loro, infatti, c'è chi è disegnato con ali, artigli e corna. Altri sono in procinto di trasformarsi in creature canine. I loro volti sono tormentati e non tutti riescono a sopportare il bagliore della luce divina, da cui si proteggono.


Natività di Giovanni Battista - Giovan Battista Gaulli - Baciccia - Chiesa di Santa Maria in Campitelli

 Natività di Giovanni Battista

Giovan Battista Gaulli - Baciccia

Chiesa di Santa Maria in Campitelli 


La pala commemora la natività di San Giovanni Battista, profeta e precursore del Signore. Commissionata al pittore, su disegno del Contini, dal Cardinale Paluzzo Altieri, discendente della famiglia romana degli Albertoni, che possedeva il giuspatronato sulla cappella ricca di marmi policromi, situata nel transetto della Chiesa di Santa Maria in Campitelli a Roma. 

L’opera fu eseguita sotto il pontificato di Clemente XII negli ultimi anni del XVII secolo. Il bozzetto del dipinto è conservato presso l’Accademia Nazionale di San Luca.

Il dipinto rappresenta la scena della natività descritta nella pagina evangelica lucana. La scena si presenta in due ordini, quella superiore con l’esplosione della luce divina dello Spirito Santo circondato dagli Angeli che aprono lo scenario celeste sulla parte opposta e speculare l’ordine terrestre rappresentato dalla scena di intimità familiare la nascita della vita. La luce celeste illumina la casa degli uomini anticipo del mistero di Dio che viene ad abitare la nostra 

Madonna col Bambino e Sant'Anna - Giovan Battista Gaulli - Baciccia - Chiesa di San Francesco a Ripa

  Madonna col Bambino e Sant'Anna

Giovan Battista Gaulli - Baciccia

Chiesa di San Francesco a Ripa


Una delle opere più significative del Baciccia è la tela raffigurante la Madonna col Bambino e Sant'Anna, custodita presso la chiesa di San Francesco a Ripa e divenuta lo sfondo della scena scultorea dell'Estasi della beata Ludovica Albertoni, ultimo capolavoro berniniano datato tra il 1671 e il 1674.

Bernini donò un incredibile senso di profondità alla composizione nonostante il piccolo spazio, ponendo l'attenzione sul contrasto tra la scultura e il dipinto. Il candore del marmo risalta infatti sui colori più cupi della tela, raffigurante un dolce momento di vita familiare tra la Vergine ed il piccolo Gesù, soggetto che a sua volta risalta sul movimento concitato delle vesti della beata, quasi
la pittura fosse la visione stessa della protagonista.

La scelta del Bernini di inserire il dipinto dell'allievo nella sua opera riprende quella sua idea di "teatro nel teatro", di "bel composto", termine coniato dal biografo Filippo Baldinucci nel 1682 per definire un'opera d'arte totale capace di coniugare scultura, pittura, architettura e scenografia.


Pietà - Giovan Battista Gaulli - Baciccia - Palazzo Barberini

 Pietà

Giovan Battista Gaulli - Baciccia

Palazzo Barberini 


La "Pietà", conservata presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini, è una sua opera giovanile realizzata per il cardinale Flavio Chigi. Si tratta di una composizione che ci rivela palesemente quali fossero gli influssi ricevuti dalla sua arte nella formazione.

Questo perché il dipinto riprende lo schema di una famosa opera di Annibale Carracci, la "Pietà" attualmente conservata presso il Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli.

Il corpo di Cristo è parimenti abbandonato sulle ginocchia della Madonna, con un braccio che scivola lungo le sue gambe e il capo reclinato all'indietro. Di fianco, due angioletti guardano la scena con espressione triste e turbata. Anche il gesto della Madonna che spalanca la mano in segno di dolore è lo stesso. Identiche anche le due pietre sullo sfondo. Il vigore del corpo di Cristo rimanda invece all'arte di Anton van Dyck, che soggiornò diverso tempo a Genova, e il Baciccio sicuramente conosceva le sue
opere.

Clemente IX - Giovan Battista Gaulli (Baciccia) - Palazzo Barberini

 Clemente IX

Giovan Battista Gaulli (Baciccia)

Palazzo Barberini



Si tratta di un importante ritratto pontificio che Gaulli, detto Baciccia, realizzò per il papa toscano Clemente IX Rospigliosi (1667-69), distintosi più che per il suo breve pontificato, per la sua attività di librettista, che contribuì al teatro melodrammatico romano del ‘600. 

La tela è l’ennesima conferma del grande successo dell’artista genovese come ritrattista di corte. Clemente IX è rappresentato con il busto orientato a sinistra e con il viso rivolto in centro. La mano destra è sollevata in atto di benedire. Il suo sguardo incrocia deciso quello dell’osservatore del dipinto ed esprime un carattere sicuro. Il pontefice è consapevole del suo potere ed è intenzionato a comunicarlo attraverso la tela del Baciccia. Il viso di Clemente IX è magro e pallido, scavato sulle gote e sulle tempie. Gli occhi, piccoli ma acuti, sono leggermente incavati quasi privi di sopracciglia. Il naso è lungo e aquilino e la fronte ampia.


Biografia di Giovan Battista Gaulli - Baciccia

   Giovan Battista Gaulli - Baciccia Giovanni Battista Gaulli, pittore Italiano del periodo fra il Barocco e il Rococò, conosciuto come Baci...